Frammenti di un altrove

Redazione
Martina Finelli
Cammino in punta di piedi,
su un pavimento così solido per gli altri,
ma tremante ai miei passi,
vetro sottile pronto a farsi schegge.
C’è un rumore di fondo nelle stanze affollate,
una musica a cui tutti sanno dare un nome,
mentre io resto a guardare lo spartito
senza trovarci il ritmo, senza trovarci il posto.
Mi dicono – Parla! - e le parole si incagliano,
diventano pietre, fumo leggero,
comunque troppo pesanti per essere capite,
comunque troppo fragili per restare intere.
Essere fuori luogo è una forma di esilio,
ospiti in casa propria;
sola, accanto a me, siede la tristezza
unica amica che non chiede spiegazioni.
Sorrido per educazione, per non disturbare,
ma dentro cerco una porta, un varco,
un angolo di mondo in cui non devo rivelare
perché il mio silenzio è così stanco.
È un altrove solitario da attraversare,
ma mi ripeto che, spesso,
chi si sente fuori luogo
è solo qualcuno
con una sensibilità troppo vasta per spazi troppo stretti.
Martina Finelli
Polo Liceale Alighieri Caravillani
