top of page

Frammenti di un altrove

Redazione

Martina Finelli

Cammino in punta di piedi,

su un pavimento così solido per gli altri,

ma tremante ai miei passi,

vetro sottile pronto a farsi schegge.

C’è un rumore di fondo nelle stanze affollate,

una musica a cui tutti sanno dare un nome,

mentre io resto a guardare lo spartito

senza trovarci il ritmo, senza trovarci il posto.

Mi dicono – Parla! - e le parole si incagliano,

diventano pietre, fumo leggero,

comunque troppo pesanti per essere capite,

comunque troppo fragili per restare intere.

Essere fuori luogo è una forma di esilio,

ospiti in casa propria;

sola, accanto a me, siede la tristezza

unica amica che non chiede spiegazioni.

Sorrido per educazione, per non disturbare,

ma dentro cerco una porta, un varco,

un angolo di mondo in cui non devo rivelare

perché il mio silenzio è così stanco.

È un altrove solitario da attraversare,

ma mi ripeto che, spesso,

chi si sente fuori luogo

è solo qualcuno

con una sensibilità troppo vasta per spazi troppo stretti.

Martina Finelli

Polo Liceale Alighieri Caravillani

© 2019 e oltre by Poetiamo - Associazione culturale senza fini di lucro - Cod.Fisc. 94037850180
bottom of page